Zauri ricorda gli anni alla Lazio: "Di Canio ci faceva vedere 'Braveheart' prima dei derby"
L'ex difensore della Lazio Luciano Zauri ha parlato all'edizione odierna della Gazzetta dello Sport della sua esperienza in biancoceleste: "Ho vissuto l’ultima fase cragnottiana e poi la ricostruzione con Lotito. Ricordo il primo giorno a Formello: Stam, Stankovic, Peruzzi, Couto, Inzaghi, Mihajlovic. Feci fatica a dire 'buongiorno', vigevano rispetto e scherzi. Si scommetteva su tutto: dal fare 50 palleggi con lo stinco o farne altri trenta con la palla medica. Sinisa puntava il pieno della Ferrari sulle punizioni. Nessuno riusciva a batterlo".
Sui suoi compagni di squadra nella capitale prosegue: "Di Canio ci faceva vedere 'Braveheart' prima del derby, poi Klose. Lo invitai a Pescina insieme a Marchetti e Candreva. Da me si usa uccidere il maiale, è una tradizione. Lui si presentò con gli stivali, i jeans e quant’altro, pensando che dovesse ammazzarlo lui: 'Forse hai capito male, Miro...'. Mi spiegò che nel suo paesino era un’usanza".
Sulla gara con la Fiorentina l'ex esterno ha proseguito: "Un gesto di cui non vado fiero: tolsi il pallone dalla porta con la mano. Quando andai a Firenze i tifosi fecero uno striscione ironico: 'Sei venuto a darci una mano?'. Arrivammo quarti. Anche lì, dozzine di scherzi. Vargas si divertiva a buttare in piscina Semioli".






