La polvere, l'oro e quella notte magica: Alessandro Bellemo riapre il cassetto dei ricordi azzurri
Redazione TMW
Ci sono storie che superano i confini del campo da gioco e si trasformano in veri e propri romanzi popolari, quella tra Alessandro Bellemo e il Como 1907 è, senza ombra di dubbio, una di queste.
L’ex capitano azzurro, oggi perno del centrocampo del L.R. Vicenza, è tornato virtualmente in riva al Lario come ospite d'onore della storica trasmissione calcistica "Il Barbiere", in onda su Espansione Tv.
Seduto idealmente sulla poltrona più famosa del calcio comasco, Bellemo ha aperto il cassetto dei ricordi, regalando ai telespettatori un racconto intimo, lucido e carico di profonda gratitudine.
La rinascita lariana: " Cinque anni indimenticabili"
Arrivato a Como in Serie C, Bellemo non ha semplicemente indossato una maglia; ne ha sposato la causa, diventando il simbolo della rinascita del club. Con la fascia al braccio, ha guidato lo spogliatoio attraverso una scalata epica culminata nella storica promozione in Serie A.
"A Como ho lasciato un pezzo di cuore," ha confidato il centrocampista durante la trasmissione, ripercorrendo le tappe di un viaggio fatto di battaglie nel fango della terza serie fino al palcoscenico del Sinigaglia vestito a festa. "Siamo partiti dal basso, costruendo un mattone alla volta con spirito di sacrificio e lavoro quotidiano. Vedere la gioia della gente per la Serie A è stato il coronamento di un sogno condiviso con un'intera città".
Il capitano ha ricordato con affetto il legame viscerale con la tifoseria e il valore di un gruppo che, prima di essere una squadra di calcio, è stato una famiglia.
L'addio e il presente a Vicenza
Il calcio moderno, si sa, viaggia a velocità altissime e le strade a volte si separano, dopo il trasferimento estivo che lo ha visto prima transitare dalla Sampdoria e poi approdare in Veneto, Bellemo sta dimostrando tutto il suo valore in Serie B con la maglia del L.R. Vicenza.
Nelle sue parole a "Il Barbiere", però, non c'è spazio per il risentimento, solo per la professionalità che lo ha sempre contraddistinto:
"Fa parte del nostro lavoro. Oggi sono totalmente focalizzato sul Vicenza e sulle nostre sfide in campionato, ma quello che ho vissuto a Como resta scolpito. Auguro al club e ai tifosi azzurri tutto il meglio per il loro cammino in massima serie".
Il 10 maggio 2024 rimarrà per sempre scolpito nella memoria collettiva di Como come il giorno in cui il sogno è diventato realtà. Dopo ben 21 anni di assenza, la squadra lariana ha conquistato la matematica certezza della promozione in Serie A al termine di una serata intesa, vibrante e intrisa di una drammaticità sportiva memorabile
Altre notizie Altre Notizie






