Cori offensivi dei tifosi del PSG, L. Enrique sbotta: "Ci insultano ovunque e non succede nulla"
Luis Enrique ha espresso tutta la sua irritazione dopo la vittoria per 2-1 contro il Paris FC. Non per la prestazione dei suoi giocatori, ma per la minaccia di interruzione della partita dovuta ai cori discriminatori in tribuna. Durante il match, l’arbitro Bastien ha richiesto due volte l’intervento degli speaker per far cessare i cori offensivi contro i tifosi marsigliesi, definiti "ratti" a pochi giorni dal Trophée des Champions tra le due squadre previsto in Kuwait. I megaschermi del Parc des Princes hanno trasmesso messaggi chiari: "Una sola voce, zero discriminazione! I cori discriminatori sono inaccettabili".
Il tecnico ha denunciato quella che definisce una doppia velocità nelle sanzioni. "Non ero arrabbiato con la mia squadra, ma con la situazione", ha spiegato inizialmente in francese, poi in spagnolo per essere certo di farsi capire: "In tutti gli stadi ci insultano, ma i nostri match vengono fermati solo al Parc. Andiamo a Lione, Nantes, Marsiglia: accettiamo tutte le atmosfere. Solo a Parigi interrompono le partite. Sono stanco".
Il tecnico ha insistito: "Mi arrabbio perché fermano solo le nostre partite. Ovunque andiamo da ospiti ci sono cori contro i nostri giocatori, il club, il presidente, e non succede nulla. Solo a Parigi". In conferenza stampa, però, Enrique ha voluto spostare l’attenzione sul lato positivo della partita: "È stata una sfida difficile come ci aspettavamo. In primo tempo abbiamo creato molte occasioni, potevamo segnare di più. Nel secondo tempo non ci sono stati grossi problemi. È importante iniziare il 2026 con questa vittoria".











