Guardiola difende il Manchester City, il Times lo attacca: "O sapeva o è stato miope"
Il caso Manchester City fa rumore. Pep Guardiola, ex allenatore della formazione inglese, ha scelto di mostrare pubblicamente il proprio sostegno alla società e ai tifosi attraverso un messaggio sui social, ma le sue parole hanno scatenato anche forti reazioni in Inghilterra. A criticare duramente il tecnico catalano è stato il Times: in un editoriale firmato da Matthew Syed, Guardiola viene chiamato in causa per il suo ruolo negli anni finiti sotto esame, in quanto due delle nove stagioni analizzate dalla Premier League coincidono con la sua gestione in panchina.
"Ci sono due possibilità: o Pep lo sapeva e quindi non è un visionario né una leggenda, ma soltanto un uomo coinvolto in tutto questo, oppure non lo sapeva ed è stato incredibilmente miope", ha scritto il giornalista britannico, mettendo in discussione la posizione dell’allenatore. Syed ha poi aggiunto una terza ipotesi, parlando di "ipocrisia" e sostenendo che il successo del City negli ultimi anni sia stato costruito anche grazie alle presunte irregolarità finanziarie contestate dalla Premier League.
Guardiola, dopo il verdetto della commissione indipendente, aveva invece ribadito la propria vicinanza al club: "Sono qui, più che mai. Sono sempre stato e sarò sempre al fianco della mia squadra, del presidente, di Ferran, dei giocatori, dello staff e dei nostri tifosi. Supereremo tutto questo insieme". Il Manchester City ha già annunciato il ricorso contro la decisione e continua a dichiararsi estraneo alle accuse. Nel frattempo, però, il dibattito sulle possibili conseguenze del caso coinvolge anche chi ha scritto la storia recente del club, compreso l’allenatore che ha portato i Citizens ai vertici del calcio inglese ed europeo.
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