Caso Man City, la Uefa attende l'esito del ricorso: possibili nuove azioni dopo il verdetto
La vicenda finanziaria del Manchester City potrebbe avere conseguenze anche sul fronte europeo. La UEFA sta seguendo gli sviluppi e, prima di decidere se intervenire, attenderà la conclusione del procedimento disciplinare della Premier League. A farlo sapere è Sky UK. Una commissione indipendente ha giudicato il club colpevole di violazioni delle norme finanziarie nel periodo compreso tra il 2009 e il 2018, comprese cinque infrazioni alle regole del Fair Play Finanziario UEFA. Secondo la commissione, i proprietari avrebbero immesso 830 milioni di sterline nel club facendoli figurare come ricavi da sponsorizzazioni. Il City ha presentato ricorso e sostiene di disporre di prove in grado di ribaltare la decisione.
Manchester City, i precedenti con la UEFA
Non è la prima volta che il City finisce sotto la lente dell'organismo europeo. Nel 2014 il club raggiunse un accordo con la UEFA che prevedeva una multa da 49 milioni di sterline, di cui 32 con la condizionale. Nel 2020 arrivarono invece una sanzione da 30 milioni di euro e l'esclusione per due stagioni dalle competizioni europee. Il Tribunale Arbitrale dello Sport annullò successivamente la squalifica, stabilendo che non era stato dimostrato che i finanziamenti azionari fossero stati mascherati da sponsorizzazioni e che parte delle contestazioni fosse prescritta. Rimase una multa da 10 milioni di euro per la mancata collaborazione con l'indagine.
La Premier ha avuto accesso a nuove prove
Un elemento rilevante riguarda proprio la prescrizione: le norme UEFA prevedono un limite di cinque anni, mentre quelle della Premier League non ne contemplano uno. L'indagine europea era nata dalle email interne pubblicate da Der Spiegel nel 2018, definite dal City materiale "decontestualizzato, presumibilmente hackerato o rubato". L'inchiesta della Premier ha però potuto esaminare documenti e prove che non erano a disposizione della UEFA durante il precedente procedimento. Proprio questo nuovo materiale potrebbe assumere un peso determinante nelle valutazioni dell'organismo europeo una volta concluso definitivamente il caso in Inghilterra.
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