Mariano Díaz-Alavés, spiragli dopo mesi di gelo col sindacato di mezzo: cosa sta accadendo
Sembrava una storia destinata a trascinarsi senza uscita, invece qualcosa si muove. L’avventura di Mariano Díaz al Real Alavés, nata la scorsa estate con un biennale pensato per rilanciare la carriera dopo Real Madrid, Siviglia e un anno di inattività, si è presto trasformata in un vicolo cieco. In metà stagione l’attaccante non ha più messo piede in campo: zero minuti e nessuna convocazione dal 14 dicembre, dalla sfida contro il Real Madrid a Mendizorroza.
La frattura si è consumata il 16 dicembre, alla vigilia della gara di Coppa del Re contro il Siviglia. Mariano, notando di non essere incluso tra i titolari durante l’allenamento, lasciò la seduta. Un gesto che segnò il rapporto con Eduardo Coudet, chiarissimo in seguito: “Gestisco il gruppo con regole molto chiare, ci sono comportamenti che non possono essere permessi”. Il club ha fatto quadrato attorno all’allenatore, come spiegato dal ds Sergio Fernández, pur ammettendo che l’errore del giocatore poteva essere sanato.
Dietro le quinte, però, il caso ha creato disagio: uno stipendio vicino ai due milioni lordi e un patrimonio tecnico inutilizzato. Mariano ha persino coinvolto l’AFE per chiarire la sua posizione, mentre a gennaio un’uscita – con il Leganés interessato – non si è concretizzata.
Ora lo scenario può cambiare. Coudet ha ricevuto un’offerta dal River Plate, e l’Alavés valuta il dopo, con Quique Sánchez Flores in pole. A Vitoria sperano che un nuovo corso sblocchi una situazione che non giova a nessuno. Mariano attende con prudenza: i numeri della carriera – un gol ogni 114 minuti – dicono che, se rimesso al centro, potrebbe ancora essere una risorsa.











