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Turchia è crisi nera, Montella sulla graticola sotto attacco dei media turchi: "Processo al CT, il suo tempo è finito!"

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Redazione TMW
Oggi alle 07:14Calcio estero
autore Redazione TMW
06.10.2026 07:14Calcio estero
Nations League, è bufera sull'Aeroplanino dopo i tre ko con Francia, Italia e Belgio: la stampa di Istanbul chiede il licenziamento, ma il CT si difende e rivendica lo storico ritorno al Mondiale
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Clima da resa dei conti in Turchia, la nazionale di Vincenzo Montella è sprofondata in una crisi d'identità e di risultati senza precedenti recenti, scatenando un vero e proprio terremoto mediatico.
Quattro sconfitte consecutive in Nations League, l'ultimo pesante 3-1 incassato nella seconda partita contro gli azzurri ieri sera, preceduto dal tonfo per contro il Belgio e dal KO con la Francia e prima a Bursa contro l'Italia (4-1), hanno polverizzato il credito che l'Aeroplanino si era conquistato centrando la storica qualificazione ai Mondiali dopo 24 anni di digiuno.
La delusione per la precoce eliminazione nella rassegna iridata della scorsa estate si è trasformata in aperta ostilità, la piazza e i media turchi chiedono la testa del tecnico italiano.

La rivolta dei media: attacchi frontali

I principali quotidiani sportivi del Paese hanno aperto le edizioni odierne con titoli che lasciano pochissimo spazio alla diplomazia, il bersaglio grosso è l'allenatore italiano, accusato di aver perso il controllo del gruppo e di non saper proporre soluzioni tattiche adeguate.
Il celebre quotidiano Fanatik ha rotto gli indugi con un editoriale durissimo, un vero e proprio invito al congedo che recita testualmente: "Penso che sia meglio per te andartene... Prendi una buonuscita e resta in Italia".
Non meno morbido l'approccio di Hurriyet, che sposta il mirino anche sul piano economico, sollevando enormi polemiche sul pesante ingaggio del CT e sui costi di un eventuale esonero: "La sua missione è finita da un pezzo", scrive la testata, criticando la Federazione per le cifre milionarie che l'operazione comporterebbe. Su altre testate locali la critica scivola persino sul melodrammatico e sul populismo più spinto, con commentatori che accusano l'italiano di "aver fatto piangere le mamme dei giocatori".

I numeri della crisi

A giustificare la furente reazione della stampa ci sono i numeri di un calo verticale. I media turchi ricordano con una punta di umiliazione statistica che la nazionale non subiva due sconfitte ufficiali consecutive con almeno tre gol di scarto dal lontano 1983, quando i tempi d'oro del calcio anatolico erano ancora un miraggio.

Tifosi in rivolta e la difesa del CT

L'eco dei giornali riflette perfettamente il clima respirato negli stadi, al termine dell'ultimo match casalingo, dagli spalti si è levato un solo grido unanime: "İstifa" (Dimettiti).
Una contestazione totale che sta travolgendo anche il presidente della federazione, İbrahim Hacıosmanoglu.
Di recente, il calcio turco è stato scosso da un grave scandalo legato alle scommesse e alla corruzione arbitrale (soprannominato dai media "Calciopoli turca"), che ha portato all'arresto del capo degli arbitri e di altri ufficiali di gara.

Montella prova a fare scudo e non ci sta a passare da capro espiatorio. Nella pancia dello stadio il tecnico ha definito "illogiche" molte delle accuse piovute dalla stampa locale, rivendicando con orgoglio la bontà del percorso biennale e ricordando di essere colui che ha portato la Turchia nella Serie A della Nations League. Parole che però, al momento, sembrano benzina sul fuoco. La panchina dell'Aeroplanino è più instabile che mai, le prossime ore saranno decisive per capire se la Federazione sceglierà la linea della continuità o se cederà alla fortissima pressione della piazza.

Il Calcio ha la memoria corta

Vincenzo Montella ha riscritto la storia recente del calcio turco, raggiungendo traguardi che la nazionale di Istanbul non vedeva da decenni. Nonostante l'attuale periodo di forte appannamento in Nations League, l'operato complessivo del tecnico italiano sulla panchina della Turchia mette a referto risultati di grandissimo spessore storico e tecnico.
Il capolavoro assoluto della gestione Montella è stato centrare la qualificazione al Mondiale 2026. La Turchia non partecipava alla fase finale di un Campionato del Mondo dal lontano 2002 (quando ottenne lo storico terzo posto in Corea e Giappone)
Montella ha avuto il grande merito di creare un blocco solido e organizzato, integrando e valorizzando la nuova "generazione d'oro" del calcio turco. Ha dato centralità, fiducia e compiti chiave a talenti cristallini come Arda Güler (Real Madrid) e Kenan Yıldız (Juventus), disciplinandoli all'interno di un sistema tattico moderno ed efficace che prima di lui mancava, i numeri complessivi lo certificano inoltre come il primo commissario tecnico straniero della storia capace di qualificare la Turchia sia a un campionato Europeo che a un campionato Mondiale.
Adesso la Turchia non ha fatto una bella figura in Nation League ma nelle pesantissime partite contro Italia, francia e Belgio, Montella ha dovuto fare a meno contemporaneamente di Hakan Çalhanoğlu, Kenan Yıldız e, in alcuni frangenti o condizioni precarie, dello stesso Arda Güler. Giocare senza di loro significa, per la Turchia, perdere tutta la qualità, la leadership e l'imprevedibilità offensiva.

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Immagine editoriale di Raimondo De Magistris
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