Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

De Laurentiis show: dal nuovo stadio per il Napoli alle bordate a Cardinale

De Laurentiis show: dal nuovo stadio per il Napoli alle bordate a Cardinale TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Daniel Uccellieri
autore
Daniel Uccellieri
Oggi alle 00:41I fatti del giorno
Il presidente del Napoli parla di stadio, centro sportivo, mercato e futuro del club, senza risparmiare critiche a Spalletti, Cardinale e agli ultras.

Una lunga conferenza stampa per parlare del presente e soprattutto del futuro del Napoli. Aurelio De Laurentiis, intervenuto a Roma in occasione del Premio Sportivo alla Carriera dell'Associazione della Stampa Estera in Italia, ha affrontato diversi temi, dal progetto per il nuovo stadio al centro sportivo, passando per la gestione del club e alcuni duri attacchi a Luciano Spalletti, Gerry Cardinale e al mondo degli ultras.

Il nuovo stadio a Napoli Est

Il presidente azzurro ha confermato il progetto per la costruzione di un nuovo impianto a Napoli Est. "Per la questione stadio, ho una lettera d'intenti firmata un mese fa con la Q8, che a Napoli Est ha individuato 38 ettari. Lì ho progettato uno stadio da 70mila posti, con 120 sky box, ristoranti e tutto il resto".

Nel progetto ci sarebbe anche un museo interattivo dedicato al Napoli, con la possibilità di giocare virtualmente una partita insieme a campioni del passato come Maradona, Cavani e Higuain.

De Laurentiis ha inoltre escluso la presenza della pista d'atletica e ha spiegato come immagina il nuovo impianto, prendendo come riferimento il Santiago Bernabéu: "La pista d'atletica no, la lasciamo a chi deve fare atletica". Il presidente ha poi criticato la gestione del Maradona, sottolineando i costi sostenuti dal club e i problemi provocati dai concerti organizzati durante l'estate.

"Il Maradona va demolito"

De Laurentiis ha bocciato senza mezzi termini il progetto di ristrutturazione dell'attuale stadio. Regione e Comune prevedono un investimento complessivo di circa 200 milioni di euro, ma il presidente del Napoli ritiene che la cifra non sia sufficiente.

"La Regione vuole investire 150 milioni e il Comune altri 50: con 200 milioni al Maradona gli fai appena una carezza", ha dichiarato. E ancora: "Dopo ventidue anni in cui gioco in quello stadio, che ho definito più volte un cesso, posso dire tranquillamente che 200 milioni servono a poco".

La sua posizione è netta: "Io continuerò a giocare da loro finché non avrò costruito il nuovo stadio. Non ci metterò una vita, serviranno 24 mesi. E sarà uno stadio finanziato completamente da me". Una volta completato il nuovo impianto, secondo De Laurentiis, "quello attuale viene abbattuto".

Il centro sportivo a Qualiano

Novità anche sul centro sportivo. Dopo una lunga ricerca dell'area adatta, il Napoli ha individuato una possibile soluzione a Qualiano.

"Adesso, però, a Qualiano abbiamo trovato 17 ettari e mezzo: lì realizzeremo dieci campi di calcio e 7.500 metri quadrati tra uffici e spogliatoi, destinati alla prima squadra e a tutto il settore giovanile", ha spiegato De Laurentiis.

La frecciata a Spalletti

Nel corso dell'incontro non è mancato un passaggio su Luciano Spalletti. De Laurentiis ha preferito non entrare nel merito della recente fiction dedicata al rapporto tra l'ex tecnico della Roma e Francesco Totti: "Non fatemi parlare di Spalletti. Lei guarda la televisione? C'è tutto un racconto in cui vengono messi in scena Totti e Spalletti, con il figlio di Castellitto, e vengono raccontati in forma di fiction gli avvenimenti relativi a quella vicenda...".

Il presidente ha poi allargato il discorso al ruolo degli allenatori: "Gli allenatori devono capire di essere dei collaboratori chiamati a dirigere l'orchestra formata dai calciatori, ma rimangono comunque dei dipendenti. A volte tendono a dimenticarlo".

Il confronto con Cardinale

De Laurentiis ha quindi raccontato un episodio risalente a tre anni fa, quando invitò a cena Gerry Cardinale, proprietario del Milan. Il presidente del Napoli ha criticato l'approccio del manager americano: "Mi fece un discorso al quale preferii non obiettare, altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori. Dal mio punto di vista diceva cose che non stavano né in cielo né in terra: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da vero imprenditore".

Da qui De Laurentiis ha sviluppato il proprio ragionamento sulla gestione delle società e sull'ingresso dei fondi nel calcio, sostenendo la necessità che i club abbiano un ruolo più diretto anche nella commercializzazione del prodotto calcio.

La posizione sugli ultra

s

Un altro tema affrontato è stato quello del tifo organizzato. De Laurentiis ha spiegato la sua posizione in modo netto: "Perché sono contro gli ultras? Il calcio deve essere passione e partecipazione ed è altamente educativo per i bambini. Non può esserci spazio per gli hooligans e per il concetto Acab".

Il presidente ha poi aggiunto: "Non puoi avere gruppi ultras con radici mafiose, 'ndranghetiste e camorriste. Finché questori, prefetti e ministri dell'Interno non prenderanno in mano la situazione, il problema resterà".

I sei milioni rifiutati

Infine, De Laurentiis ha raccontato di aver rifiutato una proposta da sei milioni di dollari per portare il Napoli a disputare due amichevoli tra Australia e Singapore.

"Mi hanno offerto sei milioni di dollari per andare in Australia a giocare una partita e un'altra a Singapore. Ma cosa avrei dovuto fare, trenta ore di viaggio per poi preparare la stagione? Bisogna prepararsi alle tante partite da affrontare e a me sembrava una follia. Non mi interessano i milioni".

Il presidente ha spiegato di aver preferito organizzare la preparazione in Italia, tra Trentino e Abruzzo, arrivando anche a pagare le squadre avversarie e a trasmettere le partite in pay-per-view a dieci euro.

Altre notizie I fatti del giorno

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile