Il ct Mancini fa notare: "L'Italia non era un disastro prima, né ora incredibile: serve equilibrio"
"Credo serva equilibrio, non era un disastro la prima partita, non è una cosa incredibile ora. La squadra è giovane, deve crescere, sarà ancora più giovane nei prossimi mesi, ha bisogno di sbagliare a volte": così il commissario tecnico della Nazionale Italiana, Roberto Mancini, ha parlato ai microfoni di Sky Sport - da Rimini, a margine della consegna del "Premio Gianluca Vialli 2026" - dell'entusiasmo che si è tornato a respirare attorno agli azzurri dopo le prime quattro partite del nuovo ciclo.
Ieri in conferenza ha detto: 'Cosa mi manca? Vialli'.
"Non credo manchi solo a me, è stato molto importante per me come compagno, poi come dirigente in Nazionale, è sttato qualcosa di speciale".
Qualcosa le ha fatto ricordare Vialli in questi giorni?
"Quando stavamo partendo da Coverciano. Mi ha ricordato la volta in cui siamo partiti per la prima trasferta e siamo andati a Roma: lui faceva finta di essere in ritardo e saliva in pullman solo per ultimo...".
Stamattina in FIGC è stato nominato come commissario Malagò: un commento?
"Sono felice che le cose siano state portate a termine. Mi sembra che vada bene a tutti, mi sembra la cosa più positiva".
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