Barcellona, debito da 2,68 miliardi: il nuovo Camp Nou è la scommessa per salvare il club
I conti del Barcellona continuano a rappresentare una sfida complessa per Joan Laporta. Durante la recente Assemblea dei soci, la dirigenza blaugrana ha presentato una situazione finanziaria tutt’altro che rassicurante: nonostante un fatturato record superiore al miliardo di euro, il club ha chiuso la stagione 2025/26 con una perdita di 18 milioni di euro.
Il dato più preoccupante riguarda però i capitali propri, che presentano un saldo negativo di 168 milioni. Una fragilità economica che ha spinto il consiglio direttivo ad approvare due nuovi finanziamenti per un totale di 510 milioni di euro, destinati esclusivamente al completamento del nuovo Spotify Camp Nou. Il debito complessivo del club catalano ha ormai raggiunto quota 2,68 miliardi di euro: 1,8 miliardi legati alla ristrutturazione dello stadio, 710 milioni derivanti da obbligazioni e altri 170 milioni da ulteriori prestiti. Una montagna finanziaria che la società conta di trasformare in un investimento strategico.
"Finché lo stadio non sarà completato attraverseremo un periodo difficile. Cruyff diceva sempre che i soldi dovevano essere sul campo. Ora aggiungiamo: soldi sul campo e per il campo", ha spiegato il vicepresidente economico Ferran Olivé, in dichiarazioni riportate da El País. La speranza del Barça è infatti tutta legata al nuovo impianto, considerato il motore economico destinato a rilanciare il club. L’obiettivo dichiarato è raggiungere un fatturato di 1,45 miliardi di euro entro la stagione 2030/31. Il Camp Nou rappresenterà il cuore di questa strategia. Per la stagione in corso la dirigenza prevede già ricavi dallo stadio per circa 285 milioni di euro, in crescita di 60 milioni rispetto all’annata precedente. Una cifra destinata ad aumentare quando l’impianto sarà completamente operativo: la capienza salirà progressivamente fino a 104 mila spettatori nel 2028, mentre il club punta ad accogliere anche la finale di Champions League del 2029.
La trasformazione non riguarda però soltanto i posti sugli spalti. Il Barcellona vuole rendere lo stadio una macchina di ricavi attiva tutto l’anno, puntando su aree hospitality, ristorazione, museo, eventi e accordi commerciali. L’obiettivo è aumentare il valore generato da ogni tifoso e visitatore, trasformando il Camp Nou in un vero polo d’intrattenimento. Il club ha già iniziato a muoversi in questa direzione, approvando partnership di lungo periodo come quella con Babylon Park per un parco divertimenti dedicato ai bambini all’interno dell’impianto e un accordo da 65 milioni di euro con Ohana Real Estate per un progetto immobiliare ispirato al marchio Barça a Dubai.
La strada, però, resta piena di rischi. Il ritorno definitivo nello stadio di proprietà dovrà rispettare tempi e previsioni economiche: ogni ritardo nel completamento dei lavori potrebbe avere conseguenze pesanti su un bilancio già costruito sul filo dell’equilibrio. Per Laporta, il nuovo Camp Nou non è soltanto un progetto infrastrutturale: è la scommessa su cui il Barcellona ha deciso di costruire il proprio futuro finanziario.
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