Caso Vinicius, Rosenior evidenzia: "Quando vedi un giocatore così turbato, un motivo c'è"
"Se un giocatore, un allenatore o un manager viene trovato colpevole di razzismo, non dovrebbe più stare in questo mondo. È semplice". Ruvido e dritto al punto, Liam Rosenior non scende a compromessi di fronte all'accaduto di Benfica-Real Madrid, con Gianluca Prestianni a rivolgere dei presunti insulti razzisti a Vinicius Jr. "Presunti" perché la UEFA ha aperto un'indagine a riguardo e al momento non ci sono prove reali del fatto, se non le testimonianze di diversi giocatori di Arbeloa e il tecnico dei blancos stesso.
Interpellato sull'incidente, il tecnico del Chelsea è stato categorico: "È sconvolgente. Sebbene serva sempre un contesto, qualunque forma di razzismo nella società, non solo nel calcio, è inaccettabile. Non posso commentare un'indagine in corso, ma dico questo: quando vedi un giocatore turbato come lo era Vinícius Jr, normalmente c'è un motivo", la spiegazione data.
Rosenior ha anche risposto indirettamente alle critiche di José Mourinho, che aveva accusato Vinícius di aver provocato la folla con la sua esultanza: "Io stesso sono stato vittima di abusi razzisti. Ciò che la gente deve capire è che quando vieni giudicato per qualcosa di cui dovresti essere orgoglioso (le proprie origini, ndr), è la sensazione peggiore che si possa immaginare".
Mentre il Benfica continua a difendere Prestianni parlando di "campagna di diffamazione" e pubblicando video per dimostrare che i giocatori del Real fossero troppo lontani per sentire, Rosenior sposta il dibattito sulla responsabilità collettiva: "Mi disgusta, a essere onesti. C'è troppa divisione. Molte persone nei media emettono pregiudizi basati sull'orientamento sessuale, la provenienza, la religione o il colore della pelle. Tutti dovrebbero essere giudicati solo in base al proprio carattere".











