Lisandro Martinez, dalle accuse al mercato al disastro col Chelsea: così non si salva lo United
TMWChiedere di più ai propri dirigenti è legittimo, soprattutto quando una squadra costruita per competere si ritrova a vivere una crisi apparentemente senza fine. Ma per farlo con la forza necessaria bisognerebbe poi essere i primi a dare l'esempio sul campo. Ed è qui che la posizione di Lisandro Martinez diventa inevitabilmente più scomoda. Dopo il 2-0 contro l'Atletico Madrid, l'argentino aveva puntato il dito anche verso l'alto: "Ci aspettiamo di più dai vertici, sapete, che ingaggino più giocatori per poter essere competitivi, perché molti club stanno investendo. Onestamente mi aspetto di più da tutti. Mi aspettavo più investimenti nella finestra di mercato. Mi aspetto di più dal nostro direttore tecnico (Jason Wilcox). Dobbiamo essere onesti". Parole forti, forse condivisibili nella sostanza, ma che avrebbero provocato irritazione all'interno del club. Due settimane più tardi, però, il Manchester United continua a non vincere e proprio Martinez è diventato uno dei simboli del nuovo crollo.
Martinez perde la testa e il Manchester United affonda
A Stamford Bridge servivano esperienza, lucidità e personalità. Martinez ha invece perso il controllo proprio quando lo United avrebbe avuto bisogno del contrario. Ammonito al 59', pochi minuti più tardi il campione del mondo ha commesso su Wesley Fofana il fallo che ha portato al rigore trasformato da Cole Palmer e alla sua espulsione per doppia ammonizione. In un solo episodio il Manchester United si è ritrovato sotto 2-0 e con un uomo in meno. Significativa anche l'uscita dal campo: nessuna parola e nessuno sguardo tra il difensore e Michael Carrick. Un'immagine che racconta perfettamente il momento dei Red Devils, arrivati alla nona partita consecutiva senza vittorie e addirittura a rischio ultimo posto al termine della giornata.
Lo United ha tanti problemi, ma non può essere sempre colpa degli altri
Che questa rosa abbia limiti strutturali è un tema che può essere discusso. Martinez stesso, nelle sue accuse alla dirigenza, non aveva comunque assolto i giocatori dalle proprie responsabilità. Ed è proprio da qui che dovrebbe ripartire il ragionamento. Il mercato può essere stato insufficiente, Carrick può avere le sue colpe e la società può aver commesso errori nella costruzione della squadra, ma nove partite senza vincere non possono essere spiegate soltanto guardando verso la panchina o gli uffici dirigenziali. I leader devono esserlo soprattutto quando la situazione precipita. Martinez, invece, contro il Chelsea ha fatto esattamente ciò che lo United non poteva permettersi. Aveva chiesto alla società di alzare il livello: adesso, prima ancora della prossima critica, toccherà a lui fare altrettanto.






