Scandalo Manchester City, l'avvocato: "Fiducia tradita, i giocatori potrebbero andarsene gratis"
La recente sentenza di colpevolezza del Manchester City nell'ormai celebre contenzioso finanziario con la Premier League ha scatenato un'intensa ondata di speculazioni sul futuro dei suoi campioni. Una commissione indipendente ha riconosciuto il club dell'Etihad colpevole di 114 dei 115 capi d'accusa, riscontrando diverse violazioni, tra cui la stipula di contratti "fittizi" con partner commerciali tra il 2009 e il 2018.
Le conseguenze di questa storica sentenza hanno immediatamente gettato ombre sulla permanenza a lungo termine dei giocatori chiave. Con la società che continua a professarsi innocente e si prepara a presentare un ricorso, l'incertezza ha aperto la porta a scenari senza precedenti. In particolare, autorevoli esperti legali si stanno interrogando sulla possibilità che stelle del calibro di Haaland possano sfruttare il diritto del lavoro per assicurarsi un addio repentino e a parametro zero dall'Etihad Stadium.
L'esperto legale: "Rapporto di fiducia tradito, i giocatori hanno il diritto di stracciare il contratto"
Intervenuto nel podcast Stick to Football, il noto avvocato e KC (King's Counsel) Paul Gilroy ha analizzato le ripercussioni legali per la rosa dei Citizens. Alla domanda posta dalla leggenda dell'Arsenal Ian Wright, che chiedeva se i giocatori all'oscuro delle manovre societarie avessero i presupposti per andarsene, Gilroy ha offerto una valutazione netta in materia di diritti del lavoro. "Certamente sì, è un'ottima domanda dal punto di vista dei calciatori. Ogni contratto di lavoro, che si tratti di un calciatore o di un commesso in un negozio, prevede una clausola implicita. In altre parole, non è scritta nero su bianco. E la clausola implicita di cui stiamo parlando è quella del rapporto di fiducia. Quindi, se io lavoro per te, tu e io dobbiamo nutrire una fiducia reciproca sufficiente a far funzionare quel rapporto. Se tu non ti fidi di me, o io non mi fido di te, o se mi dai del bugiardo e del ladro di martedì, mercoledì non posso più lavorare per te: è una questione di fiducia. Ora, un giocatore potrebbe dire: "Avete violato la clausola implicita di fiducia. Siete il mio datore di lavoro, avete agito in violazione di tale principio, e questo mi dà il diritto di dire che straccio il contratto e me ne vado"».
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