La Serie A appoggia Malagò, il presidente a Coverciano: "Bisogna ritrovare fiducia"
Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha parlato da Coverciano dopo aver incassato il sostegno ribadito dalla Lega Calcio Serie A con le parole di Ezio Simonelli: “Se era venuto meno? Onestamente no, magari nella testa o nei retroscena di qualcuno, di qualche vostro collega. La realtà è dimostrata anche oggi con le dichiarazioni di Simonelli: penso che ne arriveranno tante altre di dichiarazioni di altre persone, non è che uno necessariamente deve lanciare un’agenzia se non c’è un evento o non riceve una domanda. Io stesso, quando mi capitano domande, rispondo con educazione. Certo, mi ha fatto piacere leggere cose che sapevo: i presidenti della Serie A li avevo visti e sentiti, non so se tutti o quasi tutti, nei giorni scorsi”.
Sulla prima volta a Coverciano, Malagò precisa: “Vi devo smentire, non è la prima volta: ho fatto già un blitz con gli amici dell’Assoallenatori, sono stato un pomeriggio con loro a confrontarci. Nella giornata di oggi ho dedicato due ore per vedere tutta una serie di progetti e investimenti che vorremmo, uso il plurale maiestatis, fare a Coverciano. È tutto bellissimo, ma penso anche che nel tempo ci sia necessità di uniformarsi alle esigenze di quella che vogliamo sia sempre di più un’eccellenza del calcio italiano e che vogliamo lo sia sempre di più nel nostro Paese, ma anche a livello internazionale. Ho avuto un lunghissimo incontro con lo staff, con chi ci lavora tutto l’anno: penso che a breve faremo una riunione specifica”.
Più dispiaciuto per la situazione o per le persone che l’hanno determinata? Malagò risponde: "Beh, è un bel combinato disposto… Diciamo che A senza B non sarebbe successa, sono due cose che vanno in parallelo. Se le situazioni in sospeso che riguardano me e la capodelegazione Bianchedi possono influenzare la Nazionale? Credo ci sia un po’ di confusione, non c’è alcuna analogia con la posizione di Diana. E non credo possano influenzare in modo assoluto, anzi penso che possano essere da stimolo”.
Sul perché non sia ancora stata convocata la Giunta: “È una domanda cattivella, ce n’è una già fissata a ottobre. Non lo dovete chiedere a me, la calendarizzazione delle Giunte c’è da sempre”.
Malagò e la nuova Italia
Sulla nuova Italia fatta di esperti e giovani: "Sarei un pazzo se dicessi di no. Ognuno ha le sue opinioni: più o meno sono le persone che potevo immaginare, sapendo come ragiona il ct. Qualcosa di consolidato e qualcosa di prospettiva… Tra due anni giochiamo un Europeo, tra quattro anni un Mondiale, risultati permettendo, e tra sei anni un Europeo in casa, almeno siamo qualificati di diritto: battute a parte, devi guardare con prospettiva a questi sei anni, altrimenti saresti un irresponsabile, ma anche all’oggi e forse anche a ieri sera”.
Cosa serve per essere contenti dopo i 6 anni di mandato? Malagò ricorda un'Italia del passato: “Non si può rispondere. E spiego il mio punto di vista: io, lo ricordavo al funerale di Mazzola, ero ragazzo, avevo 10 anni quando vidi Italia-Germania 4-3. Poi mi ricordo anche il ritorno all’aeroporto di Fiumicino: gli lanciavano i pomodori! Cioè, l’Italia aveva battuto una delle squadre più forti di tutti i tempi, era arrivata in finale e aveva chiuso seconda, e le tiravano i pomodori? Dice tanto di come ragioniamo. Mentre altre volte non sei andato vicino, ma hai dato tutto, senza polemiche, hai fatto sentire orgogliosi e l’accoglienza è diversa. Il confronto dipende dalle aspettative”.
Malagò e gli stadi per Euro 2032
Il 1° ottobre deadline per gli stadi di Euro 2032. Così Malagò: “La UEFA ha mandato una missiva alle amministrazioni comunali titolari degli impianti, mentre in qualche città come Torino o Milano ci sono proprietà private. La richiesta era di sapere se ci fosse qualche integrazione rispetto alla documentazione presentata a fine luglio: non svelo nulla, ma ci sono state almeno un paio di novità positive. Qualcuno ha promesso che da qui a fine settembre ci saranno delle integrazioni”.






