Questo Frosinone è bellissimo e non ha nessuna intenzione di smettere di stupire
Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi sull'avvio di stagione del Frosinone, il pomeriggio dello Stirpe ha cancellato ogni scetticismo. Il 2-0 rifilato al Como non è una semplice vittoria da tre punti, è un manifesto programmatico.
È la dimostrazione che l'organizzazione, il cuore e il coraggio possono imbrigliare anche i petrodollari e le rose faraoniche costruite per l'alta classifica.
Prima della partita, Cesc Fabregas era stato quasi profetico definendo i giallazzurri "11 amici pronti a morire l'uno per l'altro".
La realtà del campo ha persino superato le sue paure; il Frosinone ha giocato una partita perfetta per energia, disciplina e applicazione tattica, annullando le bocche di fuoco comasche e colpendo nei momenti chiave con un cinismo d'alta scuola.
La sliding door dell'ottavo minuto e la giornata da "Playstation" di Palmisani
Ogni grande impresa ha un momento di svolta, un bivio in cui la storia può cambiare, per il Frosinone quel momento è arrivato all'ottavo minuto del primo tempo. In un'unica, furiosa azione, il Como ha scagliato tre fulmini verso la porta ciociara, prima Douvikas, poi Baturina, poi Chalobah.
In quel secondo di panico collettivo è salito in cattedra Lorenzo Palmisani, il giovane portiere di Alvini ha firmato una serie di interventi ai limiti del miracoloso, coadiuvato dal salvataggio sulla linea di un monumentale Monterisi, sbarrando la strada agli ospiti.
È stata la prestazione della vita per l'estremo difensore, letteralmente insuperabile e giustamente premiato dai quotidiani con pagelle da urlo.
Se il Frosinone è rimasto in piedi nel momento di massima pressione lariana, il merito è soprattutto dei suoi guanti.
"Il Pittore" Calò e l'estro di Kvernadze, lo Stirpe esplode
Scampato il pericolo, la squadra di Alvini ha preso in mano il destino del match.
Al 14' ci ha pensato Giacomo Calò, splendidamente assistito da un ispirato Romano Schmid (autore di due assist nel match), a sbloccare l'incontro con un inserimento perfetto che ha fulminato Butez.
"Il Pittore", come lo chiamano dalle parti di Frosinone, ha dipinto la traiettoria che ha dato fiducia a tutto l'ambiente.
Il Como ha accusato il colpo e, nonostante il forcing guidato dall'estro di Nico Paz, ha subito il raddoppio proprio nell'ultimo respiro del primo tempo.
Un contropiede fulmineo orchestrato dai ciociari ha liberato il georgiano Giorgi Kvernadze, freddo nel siglare il 2-0 che ha mandato le squadre negli spogliatoi e fatto esplodere lo Stirpe.
Nella ripresa, la gestione difensiva del Frosinone è stata magistrale, concedendo pochissimo a un Como ridisegnato dagli ingressi di Moise Kean e Maxence Caqueret, ma apparso sterile di fronte al muro frusinate.
Prospettive d'alta classifica
Con questo successo, il Frosinone non solo firma la seconda vittoria casalinga consecutiva, ma aggancia proprio il Como a quota 10 punti in classifica, volando in piena zona europea.
La cura Alvini funziona, questa squadra sa soffrire, pressa in avanti, si diverte e fa divertire il proprio pubblico.
La nuova proprietà statunitense ha ereditato una società sana dal presidente Stirpe, e i risultati sul campo stanno certificando la bontà di un progetto tecnico giovane, affamato e privo di timori reverenziali.
Fabregas mastica amaro per il primo ko, Alvini si gode la sua creatura.
Questo Frosinone è bellissimo e non ha nessuna intenzione di smettere di stupire






