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Due allenatori, il petrolio, l'academy: la storia del Viking dietro il 3-3 al Bayern

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Francesco Benvenuti
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Francesco Benvenuti
Oggi alle 09:42Calcio estero
14.10.2026 09:42Calcio estero
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Serra

Stavanger (“fiordo di Staff") è una delle città più antiche della Norvegia ma è nota, soprattutto, per essere la capitale norvegese del petrolio, un titolo guadagnato dopo la scoperta di ricchi giacimenti nel Mare del Nord, a circa 200 km a ovest della costa, verso la fine degli anni '60. Da ieri Stavanger ha però un posto anche sulla cartina del calcio europeo. Il merito è del Viking Fotballklubb, la massima espressione calcistica della città, e di una serata indimenticabile vissuta al Viking Stadion. Pur essendo uno dei club più vincenti della Norvegia - secondo nell’albo d’oro con 9 scudetti - la storia europea del Viking non aveva prodotto molto, al di là di un'onorevole eliminazione nel primo round della Champions 1992-93 per mano del Barcellona e della partecipazione alla fase a gironi della Coppa Uefa 2005-06.

Un pareggio per la storia
Il risultato di ieri sera è destinato a rimanere nella storia del club fondato nel 1899. L’esordio casalingo in Champions è stato a dir poco folle, con i norvegesi in grado di fermare sul 3-3 nientemeno che il Bayern Monaco. La partita ha avuto in sé mille emozioni: dopo essere andati incredibilmente avanti 2-0 nel primo tempo, i padroni di casa hanno subito la rimonta dei bavaresi grazie alla doppietta di Kane e al gol di Diaz. Quando il match sembrava ormai compromesso, l’espulsione di Olise ha riacceso le speranze del Viking, speranze poi culminate nella rete del definitivo 3-3 firmata da Haugen, andatosi ad aggiungere ai gol di Stensness e Christiansen.

Ciò che si cela dietro l'impresa
A Stavanger ha sede uno dei settori giovanili più importanti di tutto il Paese, una realtà capace di sfornare talenti in successione: Kristian Thorstvedt del Sassuolo, Julian Ryerson del Borussia Dortmund, fino ad arrivare al più recente Edvin Austbo (eroe della gara di ritorno dei playoff contro la Dinamo Zagabria, poi ceduto al West Ham), sono tutti figli del settore giovanile del Viking. Molti dei giocatori attualmente in forza al Viking sono prodotti del settore giovanile e in alcuni casi anche nativi di Stavanger, in una rosa dalla profonda e riconoscibile identità. Contro il Bayern Monaco sono scesi in campo solo tre stranieri: il danese Christiansen (a segno e attuale vice capocannoniere dell’Eliteserien), l’australiano Stensness e il neozelandese Bell. Le peculiarità non sono finite. Il Viking dal 2021 è allenato da due tecnici , Bjarte Lunde Aarsheim e Morten Jensen (precedentemente nello staff di Berntsen) le cui competenze complementari hanno convinto il club a testare quella che, da anomalia, è poi divenuta intuizione, visti i risultati. E poi c’è persino un pizzico d'Italia: in rosa - e titolari contro il Bayern - figurano Askildsen (ex Lecce e Sampdoria) e Botheim (ex Salernitana).
Ora la vera sfida per il Viking, campione di Norvegia nel 2025 e in lotta con il Bodo Glimt per il titolo 2026, sarà confermarsi su questi livelli: se la notte di Champions è un indizio, a Stavanger una nuova storia è appena iniziata.

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