Infrastrutture, talenti e risultati di spessore: la nuova dimensione delle Isole Faroe
TMWNel mare magnum di partite e Nazionali impegnate durante la sosta è emersa con evidenza la crescita del movimento calcistico delle Isole Faroe. Attualmente al 123esimo posto del Ranking FIFA, la selezione guidata da Eyðun Klakstein (in passato già CT delle Nazionali U17 e U21) è stata protagonista di un 2026 di livello, con una sola sconfitta, rimediata contro l’Estonia, le vittorie conquistate ai danni di San Marino e Lettonia e infine la serie aperta di tre pareggi per 1-1 in Nations League contro Kazakistan, Moldavia e soprattutto, nella cornice dello stadio Tórsvøllur di Tórshavn, Slovacchia, una Nazionale posizionata ben 78 gradini più in alto nella graduatoria mondiale.
I motivi della crescita
Questo rendimento non rappresenta affatto un episodio casuale: già nel 2025 la selezione faroense aveva impressionato collezionando 4 vittorie nel proprio girone di qualificazione al Mondiale, comprese quelle prestigiose contro Montenegro e sopratutto Repubblica Ceca, all'epoca avanti di 97 posizioni nel ranking FIFA. Ieri, contro la Slovacchia, riprendendo il risultato dopo l'autogol di Vatnhamar, è arrivato un ulteriore tassello nel percorso di crescita. L'evoluzione viaggia di pari passo con quella della Nazionale Under 21, capace di centrare 4 successi nelle 9 gare disputate nel girone di qualificazione al prossimo Europeo di categoria. Alla base di questo successo strutturale vi sono molteplici fattori: il sostegno della FSF (la Federcalcio locale) nell'agevolare il conseguimento delle licenze UEFA per i tecnici locali, a cui si aggiunge un programma centralizzato che coordina il lavoro a partire dall'Under 13; lo sviluppo del campionato locale, che ha portato il KÍ Klaksvík a diventare la prima squadra faroense a partecipare alla fase a gironi di una competizione europea come la Conference League; e infine il costante aumento di calciatori impegnati all'estero fin dalla tenera età. Nello specifico, nelle ultime convocazioni per i quattro impegni di Nations League, ben 14 dei 25 giocatori sono infatti impegnati fuori dai confini nazionali, tra cui il difensore del Verona Andrias Edmundsson, il classe 2004 Aki Samuelsen (Mjällby, in Svezia) autore del gol contro il Kazakistan, il classe 1998 Adrian Justinussen (Horsens, in Danimarca) a segno contro la Slovacchia e il difensore di origini nigeriani Samuel Chukwudi (Ried, in Austria) fino a uno dei giovani più talentuosi e promettenti come il classe 2007 Aron Benjaminsen (Hearts, in Scozia)
Ora la Nazionale delle Faroe si prepara al prossimo appuntamento, in programma il 6 ottobre ad Astana contro il Kazakistan, per provare a chiudere da imbattuta la sosta per le Nazionali. La piccola realtà dell’Atlantico settentrionale, un tempo cenerentola, sta insomma cercando sempre più di consolidarsi e costruirsi una propria reputazione nella mappa del calcio europeo e internazionale.
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