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Italia, è un day after amaro: Mancini prepara la rivoluzione, intanto piovono critiche

Italia, è un day after amaro: Mancini prepara la rivoluzione, intanto piovono critiche TUTTOmercatoWEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 00:45I fatti del giorno

Il pesante 2-0 incassato contro il Belgio all'esordio in Nations League continua a far discutere. Per l'Italia è il giorno delle riflessioni, tra possibili cambi di formazione e un'ondata di critiche che coinvolge squadra e commissario tecnico Roberto Mancini. L'obiettivo ora è reagire immediatamente nella trasferta di lunedì contro la Turchia, una sfida che rischia già di diventare decisiva per evitare di complicare ulteriormente il cammino nel girone.

La Nazionale si è ritrovata al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti: scarico e piscina per i titolari dell'Olimpico, lavoro sul campo per gli altri. Mancini sembra orientato a cambiare profondamente l'undici iniziale, con almeno cinque novità. Michael Kayode è favorito per prendere il posto di Di Lorenzo sulla fascia destra, Bastoni tornerà dal primo minuto dopo la squalifica rilevando Coppola, mentre Frattesi è pronto a sostituire Romano in mezzo al campo. In attacco Raspadori e Maldini insidiano i titolari, con Scamacca che resta un'alternativa concreta. Potrebbe inoltre riposare uno tra Barella e Tonali, aprendo spazio a Mandragora. Non arrivano invece buone notizie dall'infermeria. Nicolò Zaniolo, già indisponibile contro il Belgio, non ha recuperato dal problema muscolare e lascerà il ritiro azzurro per fare ritorno all'Udinese. Il fantasista salterà così le prossime tre sfide di Nations League.

La sconfitta dell'Olimpico ha inevitabilmente acceso il dibattito. Fabio Caressa invita a non emettere sentenze dopo appena due allenamenti del nuovo corso: "Romano fino a pochi giorni fa nemmeno sapeva di essere convocabile, non potevate pensare diventasse Rodri in una settimana". Il giornalista, però, ha ammesso di essere rimasto colpito dalla fragilità difensiva mostrata nel primo tempo e ha chiesto maggiore personalità ai giocatori più esperti, in particolare a Tonali. Molto più duro Fabio Ravezzani, che ha definito la prestazione "un massacro" e "una partita umiliante", ricordando come l'Italia non perdesse una gara ufficiale a Roma dal 2013. Critiche severe anche nei confronti della scelta di richiamare Mancini dopo la sua esperienza poco fortunata alla guida dell'Arabia Saudita.

Sulla stessa linea Maurizio Pistocchi, che ha allargato il discorso alla crisi dell'intero movimento calcistico italiano, sostenendo che sia sbagliato alimentare illusioni sui tempi della ricostruzione e puntando il dito anche contro la governance del calcio nazionale. Più equilibrata l'analisi di Paolo Condò sul Corriere della Sera: il giornalista ha evidenziato come il Belgio abbia dominato il primo tempo in ogni zona del campo, sottolineando però che il vero compito di Mancini sarà ricostruire la fiducia di un gruppo reduce da anni difficili. L'unico a salvarsi pienamente, secondo Condò, è stato Donnarumma, decisivo nell'evitare un passivo ancora più pesante.

I numeri raccontano una crisi ormai profonda. Tra il 1934 e il 2021 l'Italia aveva perso appena tre gare ufficiali disputate in casa; negli ultimi cinque anni le sconfitte interne sono già diventate sette. Adesso, però, non c'è più tempo per guardarsi indietro: lunedì a Bursa servirà una risposta immediata contro la Turchia per rilanciare il nuovo ciclo azzurro e allontanare i fantasmi.

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Immagine editoriale di Niccolò Ceccarini
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