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Manchester City, il futuro fa paura. Guardiola: "Supereremo tutto questo insieme"

Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 00:41I fatti del giorno
01.10.2026 00:41I fatti del giorno
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Il giorno dopo il terremoto che ha investito il Manchester City, il calcio inglese si interroga sulle conseguenze di una vicenda destinata a lasciare il segno. La commissione indipendente della Premier League ha infatti riconosciuto il club colpevole di tutte le contestazioni principali relative alle violazioni finanziarie commesse tra il 2009 e il 2018, aprendo uno scenario senza precedenti nella storia del campionato.

Una decisione che gli Sky Blues hanno immediatamente contestato, annunciando il ricorso e ribadendo la propria innocenza. Il club ha definito il verdetto "sorprendente e deludente", sostenendo di aver prodotto "prove inconfutabili" a sostegno della propria posizione e accusando il procedimento di contenere «evidenti errori materiali di diritto, principio e fatto». La battaglia, dunque, è appena iniziata. Sul tavolo ci sono conseguenze sportive potenzialmente pesantissime: la Premier League, che in passato ha già sanzionato Everton e Nottingham Forest con piccole penalizzazioni in classifica, non dispone di una griglia prestabilita per casi di questa portata. Le ipotesi vanno dal semplice ritiro di punti fino agli scenari più estremi: retrocessione in Championship, esclusione dal campionato inglese o persino la revoca dei titoli conquistati nel periodo sotto esame.

Il dibattito è già infiammato in Inghilterra. Il Sun apre con un eloquente "Going down?", mentre il Daily Star arriva a chiedere il "Ban City". Il Guardian parla di Premier League nel caos, mentre il Times mette al centro i presunti 900 milioni di sterline di ricavi gonfiati e costi ridotti artificialmente. Proprio il Times, inoltre, ipotizza scenari ancora più delicati, con la possibilità che alcuni dirigenti possano essere chiamati a rispondere individualmente qualora emergessero profili di frode secondo la legge britannica. Secondo la ricostruzione della Premier League, il City avrebbe utilizzato accordi commerciali considerati fittizi per aumentare artificialmente le entrate e aggirare i limiti imposti dai regolamenti finanziari. Una contestazione che il club respinge con forza, sostenendo invece la piena regolarità delle proprie operazioni.

A difendere il mondo City è intervenuto anche Pep Guardiola. L’ex allenatore dei Citizens ha pubblicato un messaggio sui social per ribadire la propria vicinanza al club: "Sono qui, ora più che mai. Sono sempre stato e sarò sempre al fianco della mia squadra, del mio presidente, dei giocatori, dello staff e dei tifosi. Supereremo tutto questo insieme". Dall’interno dell’Etihad, invece, la linea resta quella della battaglia totale. L’amministratore delegato Ferran Soriano ha parlato ai dipendenti del club definendo le accuse basate su "un’unica falsa contestazione" e assicurando che il City presenterà ricorso in ogni sede possibile.
Il verdetto della Premier League rappresenta comunque solo il primo capitolo. La partita decisiva si giocherà ora fuori dal campo, tra appelli, possibili sanzioni e una lunga disputa legale. Per il Manchester City, il rischio non è più soltanto quello di perdere punti o trofei: è in discussione il futuro stesso dell’immagine costruita negli ultimi quindici anni.

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