Arsenal, Arteta non dimentica la finale di Champions: "Ho una cicatrice che fa ancora male"
La sconfitta in finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain brucia ancora profondamente Mikel Arteta, che a distanza di mesi definisce quel dolore "una cicatrice", poco dopo aver firmato il rinnovo contrattuale con l'Arsenal fino al 2031 a coronamento di una stagione trionfale in Premier League. Richiamando le parole del suo storico mentore Arsène Wenger, il tecnico spagnolo ha ammesso: "Ho ancora la cicatrice, quel veleno nelle vene. Deve restare lì perché è così che si impara, e probabilmente sarà una spinta enorme per me e per tutti noi".
Dalla fine dell'attesa al titolo a metodi di gestione unici
Riflettendo sull'attesa di ventidue anni spezzata dai Gunners per tornare a vincere il campionato — superando lungo il cammino la concorrenza dei suoi vecchi rivali del Manchester City —, Arteta ha definito il trionfo "un momento che ricorderemo per il resto della nostra vita". Il manager basco ha inoltre svelato alcuni dei suoi metodi di gestione eccentrici per mantenere la squadra rilassata e focalizzata, come l'introduzione di un cane da terapia di nome Win, spettacoli di magia e giochi nello spogliatoio.
L'energia che attrae dell'Arsenal
"Questo club ha un'aura", ha concluso il tecnico dei londinesi. "Ha un'energia che ti attrae, ti entra dentro, ti cattura e resta con te. Sembra che ci sia ancora moltissimo da fare, ed è solo l'inizio". Una dichiarazione d'intenti che conferma la totale dedizione del tecnico spagnolo alla causa biancorossa, con lo sguardo già rivolto alle prossime sfide europee.
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