Dani Olmo non dimentica la Croazia e devolve l'1% dell'ingaggio: "Mi sentivo in debito"
Un legame che va ben oltre il calcio quello tra Dani Olmo e la Croazia. Il centrocampista offensivo del Barcellona devolve infatti l'1% del proprio stipendio lordo per sostenere le famiglie di Vukovar e di altre città come Slavonski Brod, particolarmente colpite dalla guerra dei Balcani. Un'iniziativa cominciata già durante la sua esperienza al Lipsia e portata avanti anche dopo il trasferimento in Catalogna. Olmo ha spiegato il motivo alla vigilia della partita della Spagna contro la Croazia a Spalato, parlando in croato: "Non sapevo che la cosa fosse venuta alla luce. Quando me ne sono andato, mi sentivo in debito con la Croazia e volevo dare qualcosa in cambio, quindi abbiamo deciso di fare questa donazione alle famiglie di Vukovar. Mi sentivo in debito e credevo che questa fosse l'idea migliore".
Olmo e il legame con la Croazia: "Volevo restituire qualcosa"
Il rapporto con il Paese nasce dagli anni trascorsi alla Dinamo Zagabria, dove Olmo si è formato come calciatore dopo essersi trasferito in Croazia da giovanissimo. Il 28enne ha raccontato anche una visita nelle zone sostenute dalla sua iniziativa: "Ero lì con i ragazzi e quel giorno abbiamo giocato un po'. Abbiamo fatto alcune attività sportive. Sentivo di dover restituire qualcosa alla Croazia per tutto quello che mi aveva dato".
La donazione attraverso Common Goal
L'iniziativa viene portata avanti attraverso Common Goal, organizzazione benefica creata da Juan Mata alla quale aderiscono diversi calciatori. "Ho pensato che farlo tramite Common Goal fosse il modo migliore", ha spiegato Olmo. L'associazione sostiene centinaia di organizzazioni in oltre cento Paesi con progetti rivolti soprattutto ai giovani e finalizzati a contrastare le disuguaglianze sociali. Per Olmo è il modo scelto per continuare a restituire qualcosa a un Paese che considera fondamentale nel proprio percorso umano e calcistico.
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